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Ristorante del Buon Padre
Via delle Viole, 30 - 12060 Barolo (Cn)
Tel. 0173/56192 - Fax: 0173/56192





 


Giorno di chiusura: mercoledì
Periodo di Ferie: dal giorno di Santo Stefano a tutto gennaio - la seconda metà di luglio e la prima settimana di agosto.
Pagamento con carta di credito: No ( circuito VISA - MASTERCARD )

Collocazione: in centro paese a Vergne lungo la strada che scende verso la Fondovalle Tanaro .

Descrizione Azienda:
La “Repubblica libera di Vergne”, come gli abitanti sono soliti scherzosamente chiamare questa frazione, sparpagliata e abbarbicata, a quasi cinquecento metri, sulla cima delle Langhe del vino, dove una splendida serie di dipinti murali tratteggia un percorso della memoria nella storia e nelle tradizioni contadine e dove il Nebbiolo, respirando l'aria finissima e inebriante, che la cima del colle carpisce alle montagne, matura sempre un po’ più tardi che nella poco distante e sottostante Barolo, può davvero essere definita, come qualcuno ha efficacemente fatto, “un gregge spargolo di case”, con l’aggiunta di una chiesa, di un campanile e tanti vigneti.
Nel punto più alto, proprio dove ha inizio la discesa che conduce verso la fondovalle Tanaro, sulla destra, uno storico edificio a due piani accoglie sia uno di quei negozi dove puoi trovare di tutto dal Barolo a grissini e paste di meliga e biscotti di nocciola tra i più squisiti di tutta la Langa , sia, e soprattutto, un qualcosa che per comodità definiremmo un ristorante, ma che a tutti gli effetti è invece una locanda all’antica, una trattoria tipica dove spicca l’insegna “ Al Buon Padre “.
Per tutti coloro, golosi e gourmet, che salgono a Vergne per gustare la cucina al Buon Padre, nome che evoca immediatamente calore, accoglienza e semplicità , troveranno Maria Rosso ai fornelli, ed in sala due generazioni della famiglia Viberti, osti e vignaioli barolisti. Il padre Giovanni, poche parole e l’esperienza di chi la Langa l’ha conosciuta nei momenti più difficili, quando la malora non era solo il titolo di un romanzo di Fenoglio. Ma anche il figlio Claudio, giovane ma già con l’aplomb e la serietà di chi sa trattare con il prossimo, e soprattutto, quando non è in giro per il mondo a presentare i suoi vini, unendo il vino all’arte ed alla cultura come nel progetto Barolo Art & Friends, il più maturo Gianluca, oggi in gran parte responsabile della produzione di Barolo, Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba e Chardonnay vinificati, in stile borgognone, in tini aperti di legno.
Dalla piccola cucina, dotata di una finestrella che dà su una delle due salette, escono piatti che alla semplicità e all’assoluta assenza di fronzoli sanno abbinare un’assoluta fedeltà alla tradizione delle Langhe. La lettura del menù indica che tutti i piatti cucinati seguono il corso delle stagioni ed alcuni di essi vengono esclusivamente preparati su ordinazione come ad esempio il fritto misto alla piemontese, a significare che il menù del giorno è costituito da pochi piatti ma sempre rigorosamente preparati in giornata. Dalla gioiosa sequenza degli antipasti, tra i quali non mancano mai i salumi nostrani, il vitello in salsa tonnata , la carne cruda battuta al coltello, i peperoni con la bagna càuda, le paste fatte a mano , in primis i tajarin e gli agnolotti al plin, che sono un soffio, tanto leggera è la sfoglia, in secondi che si rinnovano secondo le stagioni ma che vedono sempre protagonista le carni, tutte cucinate sul forno a legna, - coniglio al Nebbiolo, Brasato al Barolo, lepre in salmì e capretto arrosto - con una ricerca di qualità nelle materie prime che non accetta compromessi e favorisce il gusto, ma anche la leggerezza e la digeribilità, dei piatti.
Da sottolineare un piatto, la fonduta, che ha profondamente fatto innamorare il pittore Oreste Tarditi di Novello il quale, nel 1975, dipinse un quadro in onore del Buon Padre che spicca all’ingresso con la seguente dedica : “ Di una donna magari tu ti stufi, ma non della fonduta con i tartufi, fatta di uova, latte e cacio, deliziosa come il primo bacio“.
      
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